Utenti Recensori: Ricomincio da te di Eloy Moreno

 

Come promesso eccoci con il primo appuntamento di questa nuova rubrica di SognandoLeggendo: “Utenti Recensori”.
Ebbene sì, abbiamo intenzione di dare “voce” a tutti voi, nostri fedelissimi lettori!
Avete letto un libro che avete amato particolarmente e non potete non gridare al mondo “perché” l’avete amato così tanto?
Volete parlarci del vostro libro/saga preferito/a?
Avete odiato un romanzo al punto da non riuscire a finirlo e volete mettere in guardia i vostri colleghi lettori?
Ecco il posto giusto per voi!

Leggete le regole e inviateci la vostra recensione!

Eloy MorenoEloy Moreno

Eloy Moreno, nato nel 1976 a Castellón de la Plana, in Spagna, è un  informatico alla sua prima esperienza letteraria. Non trovando un editore, ha deciso di pubblicare il romanzo a sue spese. Non trovando un distributore, ha deciso di distribuirlo da sé nelle varie librerie.
In poco tempo “Ricomincio da te” ha venduto 3000 copie. Le case editrici hanno cominciato a interessarsi al libro.
Nel gennaio 2011 il romanzo è stato pubblicato con una tiratura di 60.000 copie ed ha scalato le classifiche delle librerie spagnole, dove è rimasto per mesi.

Titolo: Ricomincio da te
Autore: Eloy Moreno
Edito da: Corbaccio
Prezzo: 16,40 €
Genere: Narrativa straniera
Pagine: 384 p.
Voto:

Trama: La storia si svolge in Spagna ed inizia nel 2002.
Lui, è un uomo comune, sulla quarantina. Ripensa alla sua infanzia: lui e Tony erano amici inseparabili durante le vacanze, poi un incidente, li ha separati.
Anni dopo hanno cercato di ricreare la vecchia intesa, ma l’interesse per la stessa ragazza li ha definitivamente divisi.
La ragazza, Rebecca, Rebe per tutti, ha scelto lui. Si sono sposati e da due anni era nato un bimbo, Carlitos.
Lui lavora per una società di software, è responsabile di un gruppo di persone, ma gli orari pesanti e gli impegni stanno rovinando la sua vita.
Decide che deve riappropriarsi del suo tempo, ma non ha il coraggio di parlarne con Rebe per timore che non lo assecondi e l’accavallarsi degli eventi lo porta a iniziare il suo progetto da solo.
Il romanzo termina nel 2008 con una rinascita ormai compiuta ed un senso di pace ed appagamento perché “i sogni si possono realizzare“.

Recensione
di Bluewings

Questo romanzo prende spunto dai difetti della società moderna: l’essere sempre di corsa, la monotonia delle stesse occupazioni ripetute quotidianamente, l’arrivo dei figli a scombussolare il rapporto di coppia, l’amore che si logora e perde slancio, il poco tempo a disposizione per crescere i figli, la difficoltà di gestire le incombenze familiari senza aiuti esterni, la competizione nel lavoro, la mancanza di comunicazione, la superficialità dei rapporti umani e la solitudine.

Tutti questi mali vengono affrontati in qualche modo nel romanzo.

Il narratore è il protagonista stesso e lo seguiamo mentre ripensa ad un passato in cui poteva decidere del proprio tempo e soprattutto aveva dei sogni. Osserva un presente che diventa ogni giorno più inaccettabile ed alienante e decide che il suo futuro dovrà essere diverso, che deve “ricominciare”.

Vengono analizzati approfonditamente la psicologia del personaggio ed i suoi pensieri: respiriamo una sensazione di angoscia e claustrofobia.

La copertina mostra un uomo seduto a capo chino su uno scalino: rende perfettamente l’idea di un uomo in crisi.

Nella versione originale il titolo parla di una penna gel verde: il protagonista perde sempre le sue penne e così decide di comprarne una verde pensando di riconoscerla, ma anche questa sparisce e lui inizia a cercarla con determinazione. E’ la penna che ha dato spunto a questo diario.
Personalmente preferisco il titolo originale a quello tradotto.

Non voglio rivelarvi troppo, ma mi è piaciuto scoprire che l’autore abbia dato alla moglie un ruolo molto importante nel recupero del rapporto.

Nel complesso il libro mi è piaciuto anche se la soluzione proposta per riappropriarsi della propria vita non è, a mio avviso, adatta a tutti; ognuno deve trovare la soluzione più adatta per sé stesso.

Molto approfondita la descrizione della vita in ufficio e dei rapporti coi colleghi: spesso le relazioni sono solo superficiali ed accade sempre più frequentemente che si sparli anziché aiutarsi.

L’autore inserisce anche il tema classico del viaggio come simbolo di crescita.

Secondo me è un buon libro e ve lo consiglio.

Cito questa frase che mi ha colpita tratta dal romanzo:

“Anni fa abbiamo dovuto prendere una persona che facesse ciò che noi non riuscivamo più a fare. Ce ne mancava il tempo. E ci mancava il tempo perché dovevamo lavorare troppo. E dovevamo lavorare troppo perché, oggigiorno, per qualunque cosa occorrono soldi. Soldi per mantenere un bimbo che a malapena vediamo; soldi per pagare una persona che ci pulisce una casa dove a malapena passiamo qualche ora; soldi per vivere una vita che non ci godiamo più. Tutto così circolare, così ridicolo.”

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