Vela di pietra di Ake Edwardson

Ake Edwardson

Capitan Salgari

Ake Edwardson è nato nello Smaland a Vrigstad, cittadina a sud di Goteborg e Stoccolma, nel 1953. È considerato insieme a Henning Mankell il principale scrittore di gialli della Svezia. I suoi romanzi sono tradotti in più di venti lingue e hanno avuto enorme fortuna. Protagonista è il commissario Erik Winter, della polizia di Goteborg. La serie poliziesca a lui legata ha venduto oltre 5 milioni di copie, ed è forse la più famosa della Svezia. Le avventure di Winter sono diventate pure una serie televisiva, anch’essa capace di mietere grande successo. Tre volte vincitore del premio per il miglior thriller svedese, i suoi romanzi hanno venduto milioni di copie e sono tradotti in più di venti lingue. In Italia è stato pubblicato nel 2010 dalla B.C. Dalai Il cielo è un posto sulla terra. Dalle indagini del commissario Erik Winter è stata tratta una serie televisiva di grande successo.

Sito: http://akeedwardson.com/

Il Corsaro NeroTitolo: Vela di pietra
Autore: AKe Edwardson
Serie: //
Edito da: Dalai Editore(Collana: Giallo e Nero)
Prezzo: 16,90 €
Genere:  Giallo
Pagine: 395 p.
Votohttp://sognandoleggendo.net/wp-content/uploads/2Astelle13.png

   

Trama: Nel corso della Seconda guerra mondiale il marinaio svedese John Osvald scompare misteriosamente con il suo peschereccio al largo della costa scozzese. Sessant’anni dopo, allertato da un misterioso biglietto che sembra metterne in dubbio la morte, il figlio Axel decide di andare in cerca del padre. Erik Winter, contattato dalla figlia di Axel, Johanna, con cui il commissario aveva avuto una relazione molti anni prima, decide di recarsi nelle Highlands per indagare sulla vicenda. Intanto, a Goteborg, l’ispettore Aneta Djanali si interessa a un caso di violenza coniugale. La vittima è una donna della quale sembra essersi perduta ogni traccia e la cui famiglia pare non voler collaborare all’inchiesta. La giovane poliziotta afro-svedese si ritrova così, a poco a poco, invischiata in un ingranaggio che la obbliga a fare i conti con il proprio passato. Come Winter, anche lei sarà costretta a compiere un viaggio in un Paese straniero…

Recensione
di Debora 

Tornò sulla strada. Non passavano macchine. La città luccicava sotto di lui.
Non c’erano luci sul mare. Restò lì in piedi, ma non vide nessuna luce là fuori.
Aspettò, ma non c’era altro che il buio.

Solitamente amo i gialli nordici perché da lettrice ho sempre fatto buoni incontri ma qualcosa questa volta non mi ha convinta. Fin dalle prime pagine le mie sensazioni sono state di confusione. Allora ho pensato che ci poteva stare, in fondo è un giallo e la confusione potrebbe essere ammessa. Ma ci sono troppi personaggi presentati in tanti spezzoni e continui cambi di scena, non faccio in tempo a capire di chi stiamo parlando che già si passa ad un altro personaggio. Soltanto riprendendo alcuni tratti del testo dopo la prima lettura sono riuscita a mettere assieme alcuni pezzi.

Tutto questo non mi ha fermato, perché speravo in una svolta del libro; appena il caso da risolvere fosse stato lampante, forse avrei avuto più chiarezza. Ma non è stato così. A volte non riuscivo neanche a comprendere di chi fosse il punto di vista raccontato. Forse mi sono avvicinata al libro con un approccio sbagliato o forse non ho proprio quella prontezza di spirito necessaria per cogliere i dettagli. Forse sarei una poliziotta, un investigatrice da licenziare, ma non sono da meno i poliziotti presenti in questo giallo. Fanno troppe supposizioni, non arrivano mai ai fatti, brancolano nel buio anche quando un vero omicidio ancora deve avvenire. Si tratta infatti di presunte violenze ad una donna, per il caso che deve seguire Aneta. Si tratta invece di un uomo scomparso per quanto riguarda il caso di Winter. Hanno bisogno di continui aiuti da parte dei colleghi e nessuno sembra avere un’idea geniale che metta fine ai casi.

Anche lo stile dell’autore non è che sia proprio di mio gradimento. Frasi molto brevi, secche, che non aiutano la mia comprensione. Utilizza spesso i dialoghi, alcuni tra i personaggi inutili ai fini della storia altri invece ci sono,credo io , perché forse dovrebbero essere necessari per la comprensione della storia. Se per voi sono stati utili vi prego ditemelo. L’ambientazione anche non è stata descritta al meglio, tranne forse quella del mare che l’autore cura un po’ di più, e del significato che questo assume per i pescatori.

Pennan era composta da una serie di case di pietra lungo la banchina. Il porto era piccolo e protetto da grossi piloni. Il vento era forte nella Pennan Bay, le onde sbattevano contro le case nascoste all’ombra delle minacciose scogliere rosse. La spiaggia era sassosa.

In breve in un giallo non mi posso accontentare di avere una bella trama, interessante, ma voglio anche dei personaggi definiti, con carattere, qualcuno che primeggia e qualcuno che magari rimane più nell’ombra. Qui non è così. Tutti mi appaiono piatti e monotoni, l’unica nota che da un po’ d’allegria al romanzo è il whisky che un po’ tutti i personaggi del libro si bevono, giustamente, dato il freddo che fa nei luoghi in cui è ambientato il romanzo. Ordinò un whisky, uno dei più economici. Lo deglutì con un brivido.

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