Women of the Otherworld di Kelley Armstrong [Il destino di una strega #3]

Kelley Armstrong

Kelley Armstrong è l’autrice della serie bestseller Women of the Otherworld e dell’acclamata trilogia Darkest Powers, in uscita per Fazi Editore nel 2011. Vive con il marito e i tre figli nella campagna dell’Ontario, in Canada.

Sito dell’autrice: http://www.kelleyarmstrong.com/
Sito Italiano dedicato alla saga
: http://www.kelleyarmstrong.it/

Cosa dicono di lei: Kelley Armstrong è una delle più brave scrittrici del genere “soprannaturale” che io abbia letto. I suoi libri mescolano mistero, indagini, thriller, avventura e amore in giuste dosi, regalando le stesse emozioni di telefilm come Streghe, Buffy, Supernatural. I suoi libri della serie Women of the Otherworld sono scritti veramente bene, con dettagliate descrizioni e grande introspezione psicologica ma, al tempo stesso, sono toccati da uno spruzzo di cinismo ed ironia che li rende veramente unici. Avrete ormai capito che adoro i libri di questa autrice. Questa è una serie avvincente ed adulta che tratta anche temi impegnati, un urban fantasy veramente di classe. Weirde


Women of the Otherworld;

1. Bitten (isbn:9788876250781)
2. Stolen (isbn:9788876251054)
3. Dime store magic. Il destino di una strega (isbn:9788876251061)
4. Industrial magic
5. Haunted
6. Broken
7. No humans involved
8. Personal demon
9. Living with the death
10. Frost bitten
11. Waking the wicht
+ Altri a seguire

Titolo: Bitten
Autore: Kelley Armstrong
Serie: Women of the Otherworld, 1
Edito da: Fazi
Prezzo: 10,00€
Genere: Adult Fantasy, Licantropi, Thriller
Pagine: 452 p.
Voto: 
 

Trama: Toronto, ai nostri tempi. Elena Michaels è una giornalista di successo, ha un ragazzo normale che la vorrebbe sposare, ama correre di notte e correre veloce come il vento. Non sono certo le strade buie o i tipi loschi a farle paura perché dalla sua ha qualcosa di straordinario.

È l’unica donna licantropo al mondo.

Ha abbandonato il suo clan d’appartenenza e i comfort della villa, loro quartier generale, per una vita ordinaria. Indietro non si è lasciata solo un Branco ma anche Clay, colui che l’ha tradita trasformandola in un licantropo.

Sarà l’amore per l’unico uomo che davvero le abbia toccato il cuore e il forte sentimento di appartenenza ai licantropi che la ricondurranno indietro, quando il Branco avrà bisogno di lei. È giunto per Elena il momento di scegliere tra l’amore per Clay e quello per il ragazzo della porta accanto, tra la sua nuova vita, tessuta su una tela labile e pregna di bugie, e la sua natura che, come la luna chiama le maree, la sta chiamando a sé.



Recensione

di Nasreen

Prima di iniziare la recensione vorrei specificare un particolare relativo alle 5 stelline che ho dato a Bitten. Questa volta ho fatto uno strappo alla regola: ho votato il romanzo valutandolo come un unico elemento. In genere tendo a votare il contenuto effettivo del libro (ovvero la trama) non lasciandomi influenzare da altri fattori esterni, o almeno ci provo, non garantisco.

In questo caso ho volutamente dato un voto complessivo al volume che ho fra le mani perché colta da un innaturale stato di soddisfazione ed euforia. Bitten rappresenta per me, non soltanto una delle massime espressioni dell’urban fantasy per adulti, ma anche una rivincita assoluta contro le baggianate che le case editrici tendono a propinarci.

Ma andiamo con ordine.

Iniziamo con il dire che Bitten è un fantastico ed elegante volume rilegato in brossura (ergo: copertina rigida) pubblicato dalla Fazi (e quindi da una casa editrice abbastanza rilevante, no?) e che costa solo 10,00€. Carino, no?

Sembrerebbe un informazione superflua ma non è così dato che, per soli 10,00€, la Fazi ci fornisce un bene assolutamente ottimo e non manchevole di nulla.

Tradotto bene, privo quasi totalmente di refusi, copertina accattivante, impaginazione pulita e non troppo fitta e carta di medio spessore (non sono andati mica a risparmio!). In poche parole questo libro ha tutti gli elementi perfettamente curati e garantiti allo stesso livello di un romanzo che, invece, ci viene venduto al modico prezzo di 18,00 o 20,00 euro.

Prima vi parlavo di rivincita e soddisfazione personale. Perché? Ma non è assolutamente ovvio?

La Fazi ci ha dimostrato che è possibile vendere un libro, comunemente definito di “prima uscita”, ad un prezzo decente!

Capite? Otto o dieci euro di differenza sono maledettamente tanti per un prodotto, paradossalmente, migliore di quello più caro!  Quindi, se questo è stato possibile con Bitten, vorrà dire che la prossima volta che un signor “Mondadori”, o chi per lui, ci sbatte in faccia che le nuove uscite “devono” costare tanto, possiamo tranquillamente sbattergli Bitten sui denti. Signori, non sto parlando metaforicamente, eh!

Torniamo al libro.

Come ho già detto l’aspetto esteriore si presenta al meglio in tutti i sensi e, perfino il formato che in genere schiaccia – vedi quel tomone inutile di Fallen di Kate Lauren – è stato ridotto quel tanto che basta da non creare l’effetto “Bibbia”.

Per quanto riguarda, finalmente direte, l’anima del libro, ovvero la trama, il mio giudizio non può che essere positivo su tutta la linea.

Ora che ci penso, anche se la Fazi non mi avesse entusiasmata con le scelte di marketing, avrei comunque dato il massimo a questo romanzo.

Kelley Armstrong è brava e sa scrivere, non c’è da recriminare o da aggiungere nulla. Il suo stile è preciso, ricco di particolari, sagace, avvincente ed affascinante senza mai essere stancante. Cosa cercare di più da un’autrice?

Non possiamo catalogare Bitten come un paranormal romance perché, benché sia presente una storia d’amore, a fare da padrone in questo romanzo sono l’azione e gli intrighi. Ottimi ingredienti, no?

Se dovessi paragonare i libri della Armstrong, li paragonerei a quelli di Tanya Huff ma non per lo stile e/o i personaggi (che più diversi non potrebbero essere) ma proprio perché ci troviamo di fronte a due filoni thriller con elementi paranormali. Quindi se state cercando la solita storia d’amore travagliata lasciate perdere perché, in Bitten, c’è di più. Molto di più.

Elena è un licantropo. L’unico licantropo donna esistente al mondo e questo la rende una preda ambita fra gli altri maschi della sua specie.

Ma Elena non è interessata al Branco né tantomeno agli altri uomini. Lei sta con Philip: un umano che, peraltro, ignora la sua doppia natura obbligandola a sgattaiolare fuori casa la notte per trasformarsi e correre libera come la sua natura impone.

Inutile dire che nella sua vita esiste un altro uomo, o meglio licantropo, del quale però lei non vuole saperne niente. Perché? Cosa l’ha spinta a lasciarsi alle spalle la sua famiglia?

Però, si sa, non sempre le cose vanno come vorremmo e Jeremy, il Capo, arriverà presto per reclamare la sua attenzione. Il Branco ha bisogno di lei, la libera uscita è terminata, si torna a casa.

La mente di Kelley Armstrong è riuscita a dipingere una protagonista femminile assolutamente perfetta nel suo essere “imperfetta”. Purtroppo è molto difficile, e molte autrici lo hanno ampiamente dimostrato, creare un personaggio femminile che non finisca nel cadere nell’estremo, in un senso o nell’altro. Una debole donzella priva di spina dorsale o Terminetor, spesso non abbiamo molto di meglio come protagoniste.

Elena, invece, è una creatura particolare. Testarda, indisponente, ribelle ma con un gran cervello, non fa mai quello che ci saremmo aspettati ma non si tramuta mai in una superdonna con le palle che spacca e smonta. Le “palle” le ha, ma anche un gran cervello, unito alla giusta dose di debolezze e fragilità come ogni donna che si rispetti.

Anche Clay, il personaggio “principale” maschile, è molto ben costruito. È completamente fuori da ogni schema ovvio anzi, in più punti, arriviamo perfino a sperare che Elena lo faccia a pezzi e se lo cucini per colazione!!! Non possiamo parteggiare per lui, è fisiologico come rifuggire uno psicopatico.

In effetti, riflettendoci un attimo, è proprio questo che sembra inizialmente Clay: uno psicopatico incapace di trattenere i suoi istinti animaleschi, indifferente agli umani e piuttosto violento. E questo fatto, unito al suo passato con Elena, ci porta più volte a sperare di vederlo ardere sull’altare degli Imbecilli Sacrificali.

Però, più avanti, la Armstrong ci sorprenderà nuovamente facendogli dire frasi e compiere atti di una dolcezza inaspettata spingendoci a dargli, noi come Elena stessa, il beneficio del dubbio.

L’autrice ci porta, piano piano, ad amare questo personaggio come spinge la stessa Elena a rivalutarlo fino a scoprirsi ancora innamorata di lui.

Credo che il punto focale per comprendere Clay sia racchiuso in poche e semplici battute con le quali la scrittrice è riuscita a spiegare pienamente la sua essenza:

– … Mandami da qualche altra parte o manda qualcun altro, ma non Clay, o rovinerà tutto.

– No, non lo farò.

[…]

– Proteggerti è la cosa più importante per me in questo momento. Non importa quanto sia arrabbiato: non cambia nulla. Io sono in grado di adattarmi al mondo degli umani. Il fatto che non ci provi più non significa che non ne sia capace. Ho cercato di integrarmi, mi sono sforzato e mi sono esercitato da quando avevo otto anni. Non ho fatto altro che studiare il comportamento umano per quindici anni. Quando ho capito che ero in grado di adottarlo, ho smesso di provarci. Perché? Perché è inutile. Fintantoche posso modificare il mio comportamento in pubblico abbastanza da non dovermi preoccupare di essere attaccato da una massa di gente armata con proiettili d’argento, questo va bene a Jeremy e agli altri fratelli del Branco. Se cercassi di fare di più tradirei me stesso. Non lo farei mai senza un motivo, ma proteggerti mi sembra un ragione sufficiente. Quest’uomo potrà anche pensare che io non sia la persona più socievole di questo mondo, ma non avrà motivo di pensare male di me. Non rovinerò niente.

Clay è un licantropo più ancora di essere un umano. Non sente il bisogno di integrarsi con gli umani, lo fa se necessario ma, con il Branco, è se stesso. Bellissimo personaggio, anche in questo caso, reso ancora meglio grazie ai suoi innumerevoli difetti.

Anche tutti gli altri personaggi del libro, benché magari poco presenti, sono stati resi al meglio e caratterizzati con attenzione e precisione. Tutti hanno un “volto” ed il loro “perché” nella trama e questo scongiura, fortunatamente, la presenza di inutili macchiette.

I cattivi mi sono piaciuti. Psicopatici quanto basta ma anche affiancati da una buona dose di cervello che li rende, a mio avviso, ancora più pericolosi. Ovviamente se non vogliamo considerare con quanta facilità si sono fatti manipolare da Elena alla fine…

Gli elementi costitutivi di questo romanzo sono molteplici e talmente bene amalgamati che, alla fine, non sentiamo la mancanza di nulla. Azione, intrigo, indagini, odio, amore, liti, morte, affetto e sì… c’è anche una buona dose di sesso assolutamente ben descritto e per niente banale.

Ultimo appunto positivo che mi ha quasi spinta a saltellare felicemente qua e la per la stanza: è un romanzo autoconclusivo nonostante sia il primo di una saga. Davvero, posso dargli una sesta stellina?!?


Titolo: Stolen. La Figlia della Luna
Autore: Kelley Armstrong
Serie: Women of the Otherworld, 2
Edito da: Fazi
Prezzo: 16,00€
Genere: Adult Fantasy, Licantropi, Thriller, Vampiri, Streghe, Semidemoni
Pagine: 544 p.
Voto:
 

Trama: Stonehaven, stato di New York. Sotto la superficie della realtà ordinaria si annida un misterioso universo magico popolato da creature soprannaturali: licantropi, streghe, vampiri. Questo è l’universo di Kelley Armstrong e delle sue irriducibili protagoniste, le Donne dell’altro mondo, “Women of The Otherwold”. Ed è qui che vive Elena Michaels, l’unica donna licantropo esistente. Elena è tornata da Clay, il suo compagno mannaro al cui amore si era finalmente arresa in Bitten.
Ora il suo compito è monitorare il “web” per assicurarsi che i “bastardi”. licantropi che non appartengono al Branco, non attirino troppo l’attenzione su di sé rivelando al mondo l’esistenza della razza mannara. Tutto sembra filare liscio, finché sul sito believe.com, Elena non s’imbatte in un post solo all’apparenza bizzarro: “Licantropi. Vendonsi preziose informazioni”.
Dietro la pubblicazione ci sono due potenti streghe, Page e Ruth Winterbourne, che tentano di avvertirla: Ty Winsloe, un magnate della rete, sta infatti mettendo insieme una collezione privata di specie dotate di poteri paranormali per tentare di distillarne le qualità magiche e venderle, poi, al miglior offerente. Anche Elena cadrà nella rete, ma la sua eccezionale tempra le darà la forza di liberarsi e accettare, finalmente, la sua natura di licantropo.


Io e Clay siamo come il fuoco e la benzina: una combinazione esplosiva che sprigiona calore ardente e che a volte produce distruzioni devastanti. Mi ci è voluto del tempo per capirlo. La nostra non è una relazione con le pantofole, non lo sarà mai e, a essere sinceri, nessuno di noi lo desidera. Le gioie della vita domestica le lasciamo volentieri agli altri. Dateci giochi d’artificio ed esplosioni spettacolare, per quanto distruttive, e non chiederemo di meglio.


Recensione

di Nasreen

Atteso, sospirato e particolarmente agognato da moltissime lettrici italiane, ecco finalmente nelle nostre librerie “Stolen”, secondo romanzo della serie “Women of the Otherworld” (Kelley Armstrong) di cui Bitten era stato l’avvincente prologo. È infatti con Stolen che la serie vera e propria prende il via allontanandosi dalla tematica centrale che era stata affrontata in Bitten, ossia la storia d’amore tormentata fra Elena e Clay.

In Stolen le cose prendono chiaramente una piega più intensa e complessa fin dalle prime pagine. Non sono più Elena ed il suo passato complesso, Clay con il suo lato animalesco e le dinamiche del Branco a fare da epicentro alle vicende del romanzo. Pur essendo i licantropi della Armostrong i protagonisti indiscussi del romanzo, avremo modo di allargare le nostre conoscenze del mondo fantastico in cui essi si muovono e potremo conoscere altre “Women of the Otherworld”.

Elena ha finalmente accettato il suo ruolo all’interno del branco e si occupa di controllare la rete informatica e gli avvistamenti di potenziali licantropi in America. Sarà proprio per questo motivo che verrà attirata ad un incontro un po’ particolare con delle Streghe. Ebbene sì, Elena scoprirà che i licantropi non sono gli unici esseri sovrannaturali nel mondo ed il Branco, benché mal volentieri, si ritroverà a dover collaborare con altri esseri di cui hanno sempre ignorato l’esistenza per il raggiungimento di un fine comune: salvare le loro esistenze e il loro anonimato.

Appare chiaro che gli uomini, anche se non tutti, hanno scoperto dell’esistenza di licantropi, vampiri, streghe ed altri esseri sovrannaturali e sono del tutto intenzionati a studiarli per poter creare una nuova razza umana.

Ed ecco che appare immediatamente percepibile che Stolen è un romanzo di tutt’altra levatura rispetto a Bitten (che ricordiamo, è comunque uno dei migliori urban fantasy in circolazione). Le tematiche sono complesse, lo spessore stesso di tutta la trama ha radici e sviluppi ben più articolati e carichi di suspense. I risvolti introspettivi portano il lettore ad affrontare la lettura di questo romanzo sotto tutto un nuovo punto di vista, spingendolo a riflettere. Chi è il vero mostro? Il vampiro che beve il sangue o gli umani che catturano, torturano, sequestrano e uccidono a loro discrezione? Quali sono i veri “cattivi”? Il licantropo che uccide senza rimorsi per proteggersi o l’essere umano che in nome di chissà quale ideale si appresta a sacrificare vite indiscriminatamente?

E così i nostri “mostri” diventano più umani degli esseri umani veri e propri e la scrittura graffiante e seducente di Kelley Armostrong ci trascina in un nuovo mondo, il mondo alternativo degli esseri Sovrannaturali.

Avremo modo di seguire i fatti dal punto di vista di Elena, la nostra eroina licantropa, che animata dalla penna della Armstrong si mostra ai nostri occhi come una protagonista pragmatica, coraggiosa, forte, seducente e testarda al limite dell’avventato.  Il suo rapporto con suo “marito”, Clay, benché complesso, è finalmente diventato un porto sicuro per entrambi che sono riusciti a scendere a compromessi con le loro rispettive nature e quindi a consolidarsi. Non è quel che si potrebbe definire una rapporto pacato ma, a modo loro, con tutte le loro burrascose emozioni è l’unica cosa certa della loro vita: si amano e non si separeranno.

Stolen non ha nulla di sdolcinato o fresco, ma bensì è un romanzo crudo, avvincente, brutale, realistico ed intenso i cui colpi di scena – spesso cruenti – si susseguono ad un ritmo forsennato. Un romanzo per adulti, in poche parole e, oseremmo aggiungere, per fortuna.

Come già detto l’aspetto soprannaturale assume una maggior importanza e si concretizza in vampiri, semidemoni, stregoni vudù, streghe… Le maggiori razze soprannaturali condensate in 400 pagine cariche di adrenalina che spalanca le porte del mondo creato dall’autrice e ci presenta, piano piano, i personaggi che l’abiteranno e ci faranno compagnia anche nei prossimi romanzi. Non a caso il prossimo romanzo verrà narrato dal punto di vista di Paige, la giovare strega Capo della Congrega, dal caratterino tutt’altro che facile…

Tutti i personaggi vengono descritti e caratterizzati, perfino quelli appena accennati, con sapienti pennellate in grado di imprimerli nella mente del lettore a fuoco. Le basi per molteplici possibili sviluppi sono state gettate stuzzicando così l’immaginario del lettore, senza però gravarlo con fastidiosi cliffhanger.

In definitiva una romanzo da leggere, con calma, e da assaporare in ogni suo aspetto: assolutamente consigliato. Unico appunto? Avrebbero anche potuto mantenere il prezzo di lancio di Bitten, noi non ci saremmo certo lamentati!

 

Titolo: Dime Store Magic. Il Destino di una Strega.
Autore: Kelley Armstrong
Serie: Women of the Otherworld, 3
Edito da: Fazi
Prezzo: 14,90€
Genere: Adult Fantasy, Streghe, Magia, Paranormal Romance, Thriller
Pagine: 480 p.
Voto: 
  

Trama: Le vere streghe si sono integrate così bene nella società che chiunque potrebbe essere loro vicino di casa e non accorgersene. Prendiamo ad esempio Paige, ventitrè anni, apparentemente una ragazza come tante, in realtà è a capo della Congrega della Streghe Americane e si occupa di una giovane strega adolescente rimasta orfana, Savannah. Si troverà ad affrontare pericoli e difficoltà con estremo coraggio e sangue freddo e sedurrà un giovane stregone senza timidezza, dimostrando a tutti, anche ai più malfidati, di cosa è capace una donna giovane e indipendente, sola ma dotata di una straordinaria volontà.
Ambientato in una cittadina del New England, con dei personaggi credibili e una giusta dose di humour, Il destino di una strega è un romanzo dove momenti di violenza, passione e fantasia si uniscono perfettamente creando un meraviglioso cocktail di emozione, divertimento e passione.


Recensione

di Nasreen

Con Il destino di una strega. Dime Store Magic, di Kelley Armstrong, arriviamo finalmente a leggere il terzo volume della serie urban fantasy/paranormal romance “Women of the Otherworld/Donne dell’Altromondo”. Una saga che si ripropone di concentrarsi unicamente sulle donne, donne fantastiche, forti e incredibilmente magiche.

Se nei romanzi precedenti l’attenzione dell’autrice si era indirizzata quasi unicamente sulla figura di Elena Michaels e dei licantropi, dando oltretutto un tono più romance ad entrambi i romanzi, con “Il Destino di una strega”, notiamo che le creature principali sono le streghe. Senza contare che possiamo, fin dalle prime pagine, notare come il romanzo sia passato da prevalentemente paranormal romance a urban fantasy.

Protagonista del romanzo è Paige Winterbourne, che avevamo incontrato nel secondo romanzo, Stolen, e che si ritrova a fare i conti con la carica di Capo della Congrega delle Streghe degli Stati Uniti d’America. Carica ereditata alla morte della madre.

Il problema, però, sembra essere la scarsa fiducia delle streghe che improvvisamente si trova a dover governare, infatti queste non sembrano avere minimamente fiducia in lei e nelle sue capacità. La sua goffaggine, la scarsa capacità negli incantesimi più complessi, nonché il carattere indipendente e ben lontano da quello gregario delle altre streghe, non fa che incrementare lo scetticismo delle Anziane che si ritrova, di punto in bianco, a dover capeggiare.

In aggiunta a tutto questo, Paige si è assunta l’obbligo di prendersi cura della giovane Savannah, conosciuta anch’essa in Stolen, dalle capacità magiche incredibili e dalle dubbie origini.

Sarà proprio a causa di questa scelta che Paige finirà al centro di una lotta legale per la custodia della ragazzina, senza esclusioni di colpi, portata avanti ufficialmente dal padre biologico di Savannah. In realtà a tirare le fila di questo “circo giudiziario” ci sarà la mezzo demone Leah che riuscirà a mettere in atto una vera e propria guerriglia fra streghe, stregoni, morti rianimati, riti satanici e una vera e propria caccia alle streghe in stile quasi medievale.

In tutto questo Paige si ritroverà a essere abbandonata da quella che considera, volente o dolente, la sua famiglia e ad essere inaspettatamente soccorsa da Lucas Cortez, un giovane stregone laureato in legge e appartenente ad una delle Cabal (famiglia di stregoni organizzate in stile mafioso) più potenti d’America.

Tirarsi fuori dai guai per Paige diverrà una sfida all’ultimo incantesimo, affiancata da un’adolescente sagace, e decisamente più esperta di lei in campo magico, e da un affascinante ma un po’ bugiardo avvocato stregone.

Kelley Armstrong ha la capacità di scrivere in maniera diretta, semplice e riccamente descrittiva. I suoi personaggi sono tutti ben delineati, in maniera coerente e approfonditi dal punto di vista psicologico. Infatti Paige, nonostante non possieda il carisma e l’immediatezza della precedente protagonista, Elena Michaels, – che aveva reso sicuramente i romanzi più avvincenti e potenti – riesce comunque ad affascinare il lettore. Può risultare più o meno simpatica con la sua goffaggine e incertezza, ma la tenacia e la sicurezza nel suo “essere strega” non fa che incuriosire il lettore che, fra un incantesimo fallito e un altro surclassato dalle abilità della sua protetta appena adolescente, si chiede come riuscirà a cavarsela. Non si chiede “se” ci riuscirà, ma semplicemente “come”, ed ecco che scatta l’attaccamento al personaggio, pregi e difetti inclusi.

Anche Savannah finisce spesso per apparire irritante e fastidiosamente saccente (al punto che ci chiediamo per quale motivo Paige insista così tanto per tenerla con sé), ma, poi, pensiamo a quanto sia realistico questo personaggio, con i traumi della prigionia, dell’uccisione della madre… e Savannah conquista nuovamente tutto un altro spessore che la fa apprezzare, se non proprio amare.

Punto forte del romanzo è senza dubbio Lucas, che si insinua nella vita di Paige con la menzogna, l’opportunismo e con l’arroganza di chi sa di essere indispensabile e, alla fine, ci resta con il sentimento che non si aspettava di sviluppare. Veramente un bel personaggio maschile, senza dubbio.

La saga Women of the Otherworld/Donne dell’Altromondo si è dimostrata ancora una volta all’altezza delle aspettative. È ben sviluppata, magistralmente strutturata ed è ambientata nello stesso background. L’autrice sfrutta addirittura gli stessi personaggi principali che abbiamo conosciuto nei primi romanzi ma che, di libro in libro, sviluppa individualmente e accentra il focus su una delle donne dell’Altromondo, estendendone un filone secondario, di natura romantica, fino a portarle fra le braccia del loro uomo. Le storie, pur concludendosi, contengono sempre elementi che verranno sviscerati e sviluppati nel romanzo successivo o, viceversa, abbiamo modo di scoprire e chiarire alcuni dei punti volutamente lasciati in sospeso nel precedente.

Quasi cinquecento pagine di pura avventura, figuracce, romanticismi e incantesimi. Da divorare!

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6 risposte a “Women of the Otherworld di Kelley Armstrong [Il destino di una strega #3]”

  1. Veronica ha detto:

    Privo di refusi non direi proprio, ce n'erano parecchi, ma chi non ha
    l'occhio allenato non riesce a vederli, né dovrebbe giudicare in merito.
    Per il resto, sì, ottima confezione e un prezzo più che onesto, al
    contrario di altri…

    • Nasreen ha detto:

      Beh, diciamo che ho letto il libro piuttosto attentamente e, per gli standard attuali, il testo era piuttosto pulito.
      Ho anche un foglio di word con le "inprecisioni" trovate ma, francamente, se dovessi puntualizzare su quelle, sarei dannata visto che ultimamente non c'è un libro che non presenti qualche imprecisione.

      Detto questo è stato mio errore aver omesso la parola "quasi" quando ho affermato che fosse "privo" di refusi. Ho corretto la recensione a scanso di equivoci.
      Ma visto il livello, ad esempio, di refusi presentati dall'ex Zorro editori, o dalla Delos nel libro "La seduzione del vampiro" di Raven Hart non reputavo che fossero abbastanza rilevanti da danneggiare il panorama generale del testo.

      In quanto alla possibilità di giudicare un testo o all'avere o meno l'occhio allenato non credo che sia opinabile di fronte alla mancanza assoluta dei mezzi per giudicarlo.

  2. […] Women of the Otherworld – [Adulti] – [Recensioni Libri] – [ […]

  3. Iolanda ha detto:

    salve,una domanda,noto che solo i primi tre libri hanno il codice,gli altri ancora in Italia non sono usciti?

    • CriCra ha detto:

      Ciao Iolanda. Purtroppo sì, gli altri libri della serie non sono stati ancora tradotti dalla casa editrice in questione. Speriamo bene per il futuro 😉

  4. pamela ha detto:

    Ciao, grazie per questo articolo. Peccato che non siano stati tradotti in italiano gli altri libri dal quarto in poi :(. Mi accontenterò di leggere il terzo volume.

  5. Silvia ha detto:

    Ciao, ho appena iniziato la saga, si é più saputo nulla degli altri capitoli? Grazie a chi risponderà

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